martedì 29 luglio 2014

Tempo di saluti...


Saaaaalve lettori miei adorati!!

Da domani sarò in vacanza in campeggio e tra mare, sole e ...ancora mare avrò pochissimo tempo per seguire il blog, tanto più che ignoro se ci sia connessione o meno!
Perciò ho deciso di lasciare qualche settimana in stand-by il blog, ma non temete: appena potrò farò almeno un giretto nei vostri blog a lasciare qualche commento, e su facebook o su Instagram pubblicherò le foto per l' August Break 2014 (e continuerò a scrivere nell'agendina del Noteworthy Things Project)!!
Insomma, vi penserò spesso e leggerò tantissimo!!

Da Settembre (o magari anche prima, vediamo quanto dureranno le vacanze al mare!) si riparte più in forma che mai, e qualche sorpresa è già all'orizzonte..Stay Tuned!! ;-)

Un bacio e felice agosto a tutti!!

domenica 27 luglio 2014

* Photo Project: * The August Break 2014 by Susanna Conway

Buona domenica carissimi!!
Come state? Siete al mare? Io tra pochi giorni partirò per le vacanze, e sarò in campeggio, quindi ahimé molto poco connessa! Ma vi penserò tanto e appena avrò l'occasione passerò dai vostri blog e -fooorse- magari riuscirò anche a scrivere qualche post (o a programmarne qualcuno!)

Sicuramente a farmi compagnia in questo agosto duemilaquattordici sarà questo progettino fotografico scoperto grazie a Pretty in Mad e ideato da Susanna Conway

Come vedete, è molto semplice: per ogni giorno del mese di agosto si deve scattare una foto a tema e pubblicarla su Instagram, Facebook, Tumblr, il proprio blog, etc etc.. aggiungendo il tag #augustbreak2014
Per l'occasione è stato creato anche un apposito gruppo su Flickr
Susanna lascia libera scelta anche sul tipo di fotocamera (mi piacerebbe tanto farlo in analogico, ma sono sempre lentissima a finire i rullini e temo di non svilupparli in tempo) e io userò sia la mia fotocamera che il telefono. Si possono scattare le foto ogni giorno, oppure un determinato giorno della settimana, oppure nei weekends. Puoi condividere le tue foto nei vari social oppure tenerle solo per te; puoi iniziare il progetto e fermarti prima di finirlo; puoi anche iniziarlo direttamente alla fine del mese!
Insomma, massima flessibilità! Ed è soprattutto questo che mi ha fatto decidere di partecipare, ma sicuramente farò di tutto per postare quotidianamente o quasi, fino al 31 agosto!

Chi di voi vorrà partecipare può fare un salto nel blog di Susanna e aggiungersi!
Fatemi sapere che ne pensate, e buoni scatti!!




venerdì 25 luglio 2014

*Segnalazione* Fino alla fine della Rete - R.V. Beta

Buondì carissimi lettori!

Oggi vi presenterò un interessante romanzo autopubblicato rivolto principalmente a un pubblico femminile che ami giocare ai videogames: Fino alla fine della rete dell'esordiente R.V. Beta.
Il libro racconta le incursioni di una giovane pirata informatica nei mondi simulati di una realtà virtuale che ricorda quella pionieristica degli anni Novanta.

SINOSSI:
Yuuki è una ragazza scappata di casa per vivere sulla propria pelle un’irrefrenabile curiosità per la vita e la tecnologia.
La sua ultima impresa di pirateria informatica l’ha riportata bruscamente dal mondo virtuale a quello reale, e ora è un obiettivo. Daisuke è dotato di una fervida immaginazione, con la quale sconfigge le noiose giornate da impiegato di una multinazionale.  Qualcosa di speciale unisce Yuuki e Daisuke nella fuga che affronteranno insieme, o almeno così è come la vede lui.  L’inizio di una nuova vita per entrambi è una seconda occasione, la possibilità di lasciarsi tutto alle spalle, se troveranno la forza per sfidare gli incubi che li circondano.   Il debutto di R.V. Beta è il diario di viaggio di un gruppo di personaggi che dovranno presto imparare a non darsi mai per vinti, perché la realtà non è mai una sola...

Esistenze per nulla ordinarie e nessuno di cui potersi fidare fino in fondo: un invito a cambiare prospettiva.

Ho apprezzato tantissimo come si presenta la sua autrice, simpaticissima! Ve lo copioincollo direttamente dalla mail che mi è arrivata, così vi fate un'idea:
"Passo gran parte del mio tempo aspettando che si installino gli aggiornamenti della PS3.
Ho a casa un Oculus Rift ancora imballato, mentre i pupazzetti di vinile sono riuscita a tirarli fuori dalle loro scatole.
Non sopporto quando si fulmina la lampada del semaforo e non so se posso attraversare.
Ho scoperto che il sushi non ingrassa, consiglio il tonno che ha più gusto del salmone.
Non capisco che gusto ci sia a mangiare la pannocchia fritta.
Le rare volte che vado alle giostre e c’è lo stupido carrellino che porta nel tunnel dell’orrore, tengo gli occhi chiusi.
Vorrei iniziare a fumare, ma non ne ho il coraggio.
Mi immagino di entrare un giorno in un negozio di elettrodomestici e tutte le televisioni mi salutano facendo il mio nome.
Non mi dispiacerebbe lavorare al riciclaggio della carta, rubando dal calderone frammenti di fogli per farmi un collage da attaccare al muro, tipo soggetto pericoloso.
Mi ispira Minecraft, ma temo di perdermi dentro. Secoli fa facevo da balia a un Tamagotchi non mio, e non so perché tendevo a trattarlo male: ho ancora i sensi di colpa.
Internet è invasa dai gatti, ma anche gli unicorni cercano attenzione a tutti costi.
Non so cosa si nasconde sotto la sabbia della spiaggia."


Ed ecco per voi un breve estratto del romanzo:



(...)
Si mise a sedere, assicurandosi che la webcam incastonata nella plastica non fosse attiva e non stesse riprendendo la sua tenuta da reginetta del porno amatoriale, e mise a fuoco lo schermo.
Stava usando un modello da poco uscito sul mercato, con installata l’ultima versione del sistema operativo. Il primo era un regalo di un vecchio amico, mentre il secondo era stato sprotetto per farci girare i suoi software non ufficiali. Non lo faceva per tirchieria, ma perché godeva nel possedere gratuitamente quello che le multinazionali facevano pagare profumatamente ai comuni consumatori.
Nell’angolo in basso a destra della barra delle applicazioni, un fumetto giallo sbiadito iniziò a lampeggiare, catturando la sua attenzione. Ci mise un po’ a far mente locale per ricordarsi chi fosse quel Seven che le aveva appena scritto un’unica, eloquente parola: «Problemi.»
«Non qui.». Si trovava, con un nickname diverso dal solito, in una chat di supporter di hockey su ghiaccio, dove la sicurezza della conversazione non era garantita. La maggior parte del tempo stava collegata lì, godendosi l’anonimato.
Aprì un sito di ricette di cucina tailandese, apparentemente innocuo, e si soffermò, come sempre, a fissare gli ideogrammi, affascinata dalla loro bellezza. Nella pagina principale campeggiava la foto di un piatto di som tum. In un campo dove gli utenti immettevano il proprio indirizzo di posta elettronica per ricevere gli aggiornamenti mensili, digitò una lunga stringa alfanumerica ed eseguì l’accesso al lato nascosto del sito. Vide che Daisuke era già collegato, in attesa. Fece un doppio clic sul nome Seven e aprì una finestra di conversazione.

«Dimmi.»
«Yuuki sta male e se la portiamo in ospedale... insomma, non so neanche se sia ricercata o meno.»
«Si trova lì con te? Sta tanto male?»
«Sì.»
«E qual è la tua idea?»
«Ha fatto il nome di Walter, e, conoscendolo, potrebbe avere l’attrezzatura necessaria per intervenire.»
«Se rischia la vita, devi metterla nelle mani di un medico.»
«Lei non lo vorrebbe, lo sai. Dimmi dove si è trasferito Walter.»
Maggie non si fidava di Daisuke, ma aveva poche alternative. Dovette pensare, e rispondere, in fretta. «Lungo la Maple troverai un campo da atletica. Di fronte, una grande officina dalle pareti di lamiera marrone. Prendi la rampa che ti porterà sul tetto.»
«Andiamo lì.»
Lei attese che il suo contatto si scollegasse e lasciò qualche messaggio istantaneo nel canale dei Pathology prima di fare altrettanto. Si diresse quindi verso la doccia, a sciacquare via sudore e senso di colpa. L'idea che la sua migliore amica fosse in difficoltà la metteva in crisi.
Per sollevare il morale, provò a immaginarsi l’espressione di Daisuke, quando questi si sarebbe accorto della piccola trappola organizzata sulla sua strada. (...)



Allora, che ve ne pare? A me incuriosisce parecchio! Non ho mai giocato molto ai videogames, anche se penso mi sarebbero piaciuti molto da ragazzina, ma in qualche modo mi ricorda le atmosfere di alcuni episodi del fumetto Nathan Never, quando la tecnologia è tanto potente e totalizzante da poterti rubare anche l'anima.

Per ultimo, vi lascio qualche link utile:

martedì 22 luglio 2014

Agatha Christie - C'è un cadavere in biblioteca

edizione italiana Mondadori del 1990



TRAMA:

St Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino a quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell'animo umano, a risolvere il caso. 


La mia prima volta con i gialli della Christie.
Pur essendo appassionata dei generi thriller, horror e gialli, non avevo mai letto nessun romanzo dei cosiddetti Maestri del Giallo, ovvero Agatha Christie e Arthur Conan Doyle. Mi ero però sempre ripromessa di farlo, e finalmente, complice la Book World Tour Challenge ce l'ho fatta!

Sono rimasta colpita innanzitutto dallo stile di scrittura della Christie, quasi cinematografico, mi sembrava quasi di stare davanti alla tv e vedere le scene svilupparsi sotto ai miei occhi. In pochissime righe i vari personaggi venivano caratterizzati e si andavano delineando i fatti cruciali della storia. La lettura scorre veloce e senza intoppi, e quasi ci si sorprende per la sua modernità, considerando che il romanzo fu pubblicato nel 1942!
Ho apprezzato parecchio il mistero e la capacità dell'autrice nel non svelarlo fin quasi alle ultime battute, cosa che ahimé non capita spesso nei thriller contemporanei, dove il colpevole è fin troppo manifesto e la cosa toglie un po' della godibilità del romanzo, almeno per me, in quanto amo improvvisarmi investigatrice io stessa e cercare di cogliere indizi di colpevolezza ben celati!!

Insomma, come in molti mi avevano garantito, non sono rimasta per niente delusa dalla Regina del romanzo Giallo, e cercherò di ripetere prestissimo l'esperienza, magari con un giallo avente per protagonista Poirot.
Anzi, se qualcuno di voi mi vuole consigliare il prossimo titolo mi farebbe proprio piacere, i libri sono tantissimi e non sapevo neanche io da dove cominciare, tanto che ho scelto questo semplicemente perché mi attirava il titolo! 

Il mio voto per questo libro è :    8,5 / 10  




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Con questa lettura partecipo alla Women Reading Challenge 2 & alla Book World Tour Challenge (obiettivo: un giallo ambientato in Nord Europa)

sabato 19 luglio 2014

Cento Giorni di Felicità - Fausto Brizzi

Più riguardo a Cento giorni di felicità



Non a tutti è concesso di sapere in anticipo il giorno della propria morte. 

Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due figli piccoli, invece lo conosce esattamente. 
Anzi, la data l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato che ha soprannominato, per sdrammatizzare, "l'amico Fritz". Cento giorni di vita prima del traguardo finale. Cento giorni per lasciare un bel ricordo ai propri figli, giocare con gli amici e, soprattutto, riconquistare il cuore della moglie, ferito da un tradimento inaspettato. Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di impegnarsi nella cosa più difficile di tutte: essere felice. 
[anobii.com]





Cosa faresti se sapessi che la tua morte è dietro l'angolo? Che ti rimangono poco più di tre mesi prima del crollo per portare a termine tutto ciò che hai lasciato in sospeso, procrastinato, volutamente accantonato?
O ancora, preferiresti sapere di avere una "data di scadenza" o pensi che l'incertezza darebbe più senso all'esistenza?

Lucio Battistini si trova davanti a questi interrogativi in maniera improvvisa: una banale visita di routine sconvolge la sua quotidianità annunciandole un tumore in fase terminale per cui non c'è ormai speranza di guarigione. La chemioterapia e le altre cure sarebbero solo un modo per dilatare il poco tempo che resta, ma significherebbero lottare fino alla fine e subire tutti gli effetti collaterali che una terapia del genere porta. Lucio ha poche esitazioni: decide di accettare la sua dolorosissima condizione di "morto che cammina" e di non accanirsi passando le ultime settimane che gli restano chiuso in un ospedale o a casa in un letto, troppo debole anche per camminare, ma di godersi al massimo gli ultimi cento giorni.

Come tutti noi, ha parecchie cose lasciate in sospeso e decide di farne una lista in modo da sistemare tutto e potersene andare senza nessun rimpianto; il suo pensiero principale sono i figlioletti e soprattutto sua moglie, che proprio qualche settimana prima della visita medica di Lucio aveva scoperto di essere stata tradita e ora non vuole più saperne del marito, e che neanche questa tremenda diagnosi pare spingerla a un perdono dettato solo dalla pietà, che d'altra parte Lucio non accetterebbe mai.

Questo libro è un piccolo gioiellino di positività e profondità: Lucio è un uomo che più comune non si può, potremmo essere tutti noi, con le sue debolezze e le sue punte di brillantezza: è cascato nel tradimento più banale e stereotipato e si è trovato a dover fare i conti non solo con la moglie ma anche con il suocero e i suoi amici di sempre. 
Proprio il suocero, una volta scoperta la malattia del genero si rivela fondamentale per la riconquista della moglie e soprattutto per il suo benessere psicologico.
C'è spazio anche per lo scoramento e per la disperazione, per la rabbia e per i "perché proprio a me?", per il dolore fisico e mentale, ma presto riappare la voglia di spuntare tutte le voci della lista e non perdere tempo prezioso (prezioso ora più che mai) a piangersi addosso.

Preparate i fazzoletti, perché giunti alla fine del conto alla rovescia non ci sarà nessun lieto fine, ma una volta terminato vi sentirete arricchiti e con la voglia di vivere intensamente e pienamente ogni giornata, perché, come scriveva Nicolas de Chamfort, "la più perduta delle giornate è quella in cui non si è riso".


 * Voto: 8 / 10 *