lunedì 2 gennaio 2017

BlogTour "Plettri e Sigarette" - Alcuni estratti


Buongiorno mie care stelline cadenti!!! Innanzitutto Buon Anno!!!

Io inizio il 2017 con un fastidioso malanno di stagione, ma non demordo e vi presento la mia tappa del BlogTour in occasione dell'uscita del romanzo di Mariam Tarkèshi (meglio nota nella Blogosfera come HateQueen grazie al suo carinissimo blog  Le opinioni letterarie di una tipa che odia un sacco di cose )
Il suo romanzo d'esordio ha tutte le carte in regola per piacermi e non vedo l'ora che arrivi il giorno della sua uscita!
Leggete qualche estratto del romanzo insieme a me e ditemi se anche a voi promette bene!


Titolo: Plettri e Sigarette
Autore: Mariam Tarkeshi
Editore:  Bibliotheka Edizioni
Data di uscita:   16 gennaio 2017  

Trama: La musica, il sogno di diventare famosi, le incomprensioni, le gelosie, le idiosincrasie di otto giovani artisti in erba londinesi. “Plettri e Sigarette” parla di Nancy, che non si sente protagonista neanche della propria vita e di Thomas, cresciuto a pane e fumetti con il sogno di passare da secchione a eroe. Subito accanto a loro troviamo Charlotte, un po’ puttana e un po’ bambina, che affoga le sue insicurezze nell’alcol, e Judith, abbandonata a se stessa nel vortice dei disordini alimentari e dell’autolesionismo. Poi c’è Evan, a prima vista il giullare della situazione, che ha perso i genitori da piccolo e si sente in dovere di proteggere la sorella Anna dal mondo. C’è Johnny, il suo migliore amico, figlio di genitori assenti ed episodi di bullismo che l’hanno lasciato incapace di affrontare il mondo. Dietro tutti loro si nasconde Adam, arrampicatore sociale per cui ogni cosa può trasformarsi in un mezzo per raggiungere un fine. Il lettore assiste alle vicende attraverso gli occhi di ciascun personaggio, che si racconta apertamente in un susseguirsi di salti temporali e versi di canzoni. La trama si manifesta come un puzzle: un pezzo alla volta, non necessariamente in ordine, ma con la possibilità, alla fine, di avere del tutto una visione d’insieme.



Evan:              
L’ultimo periodo della mia vita è stato tutto un susseguirsi di scontri, petti che cozzano tra loro, sapore di sangue, vetri rotti. È stato bruciore di gola per il tanto urlare, è stato inutile e gratuita rabbia. Quello che sono ora è nulla, se non il risultato di un numero sconsiderato di risse senza senso. Un labbro spaccato, un taglio sul braccio, un occhio gonfio, innumerevoli ecchimosi bluastre su tutto il corpo. E mi piace. Mi piace essere la prova vivente di una vita che è morte. Mi piacciono il sudore e il dolore, la soddisfazione di fare del male. La soddisfazione di vedere l’avversario che soccombe alla mia forza. Il tepore della birra in circolo nel mio corpo, del sangue di qualcuno che mi cola sulla mano dopo che gli ho spaccato una pinta in testa. Il sapore della strada quando vengo sbattuto fuori dall’ennesimo pub. Il vuoto, il tutto-da-capo.
  

Thomas:                     
La guardo in faccia. Vorrei dirle di smettere di morire. Vorrei dirle che può farlo, ma la verità è che non può. Le hanno inferto una ferita troppo profonda, che non ne vuole sapere di rimarginarsi. Se la incontri ti senti in dovere di provare a stringerne i bordi in qualsiasi modo: con i punti, con lo scotch, con i baci perfino… ma non funziona mai, posso assicurarlo. A quel punto sei pervaso da un senso di impotenza debilitante. Ti senti inutile, quando ti rendi conto che un giorno Judith morirà dissanguata.
  

Judith:                         
È una cosa che fa impazzire molte persone, compresa Charlotte, lo scarso impegno che impiego per uscire da tutto questo. Quello che non sanno – o che si rifiutano di vedere perché troppo assurdo – è che io, di impegno, non ce ne sto mettendo proprio. Loro si chiedono: “perché quell’egoista bastarda non dovrebbe voler guarire da una malattia? È forse perché in questo modo avrebbe tutte le attenzioni puntate su di sé?” Psicologia spicciola: quando ogni cosa che fai, per loro si riduce a una mera ricerca di considerazione.Io vorrei poter spiegare loro, vorrei spiegare a Charlotte la mia ostinatezza, ma non ci riesco: di fronte alle loro facce, alla sua faccia, la mia capacità di esporre argomentazioni a voce scende vorticosamente fino allo zero. Il fatto è che ci sono tanti di quei paragoni che potrei fare che non so mai da dove cominciare. Il fatto è che a volte sei contenta di avere la febbre perché ti permette di non affrontare la scuola. Il fatto è che quando prendi una botta forte in testa non puoi semplicemente decidere di non piangere: a un certo punto i tuoi occhi saranno così pieni di lacrime che non potrai far altro che svuotarli da qualche parte, e non avrà alcuna importanza se ti avranno insegnato che non si deve piangere davanti agli altri. Quando sbatti forte da qualche parte, qualche lacrima ti esce. E quando trattieni un dolore forte per tanto tempo basta un qualsiasi motivo, una qualsiasi stupida scusa, a un certo punto della tua vita, per far sì che questo fuoriesca.
Quando fallirai in un compito di matematica e scoppierai in una serie di singhiozzi incontrollabili, tutti ti vedranno come una specie di fissata. Anche la tua migliore amica. Non sapranno che quel giorno tu starai piangendo per tutto ciò che non va o non è andato bene nella tua vita. Quel giorno starai piangendo per quella volta che sono stati invitati tutti al compleanno di Martin tranne te, e per quella volta che tua madre ti ha detto che avrebbe preferito che non nascessi, e per quella volta che ti sei resa conto che la persona che ami ama qualcun altro… ma nessuno lo vedrà. Nessuno saprà che dietro quell’acqua salata si nasconde molto di più, ed ecco che entrerà in gioco il disordine alimentare: un giorno deciderai che dovrai trovare un pretesto per ignorare i problemi importanti della vita. Un giorno scoprirai che così non ti vai bene e nessuno ti farà pensare il contrario, non all’inizio almeno. Quando avrai perso i primi chili tutti si complimenteranno con te e ti sentirai per la prima volta accettata e ammirata. Gli avvenimenti della tua vita risulteranno attutiti da quella gioia e da quella distrazione effimera che sarà diventata per te la perdita di peso, e a un tratto ti accorgerai che nulla sembra farti più male quanto il numero della bilancia che sale. Quello, quello sì che è un dolore che puoi controllare. A un tratto diverrà una reazione autonoma alla sofferenza, proprio come le lacrime che non puoi trattenere quando sbatti forte la testa, come dicevo prima. Ti hanno spezzato il cuore: conti le calorie. Ti hanno bocciata: pianifichi l’attività fisica della giornata. Ti succede una qualsiasi altra cosa: mangi il mondo e vomiti come se non ci fosse un domani, e riesci solo a pensare a quanto cibo ti potrebbe essere rimasto in circolo e te lo senti proprio lì, nelle cosce, che mette radici, mentre il mondo fuori cresce e si evolve e va in cenere e rinasce, e tu resti ferma. Nella tua teca di cristallo.
È a quel punto che uscirne diventa un’impresa ardua. Non è come eliminare batteri dall’organismo, come per una normale influenza. È come eliminare una persona intera: te stessa. Non conserverai più alcun ricordo abbastanza nitido di com’eri prima, di come ti comportavi col cibo prima che tutto avesse inizio. Ti chiederai se non sia stato sempre così, per te, nonostante saprai con certezza che no, prima non era affatto così. Prima eri una persona vera. Non avrai più la tua vita precedente come spunto ed esempio per tornare indietro, non conoscerai più il significato del tanto acclamato “mangiare normalmente”. Sarai intrappolata nella sopracitata teca di cristallo: riuscirai a vedere gli altri con chiarezza, sebbene ti renderai conto di essere in qualche modo separata da loro, dal loro stile di vita. Ma il tuo riflesso… quello rimarrà sfocato, dal tuo punto di vista. Trasparente.


Che ne dite? Io personalmente adoro soprattutto l'estratto di Judith, profondo e molto vero...

Se siete curiosi di leggere il libro vi comunico che è possibile aggiudicarsi una copia del romanzo grazie al Giveaway correlato al BlogTour: nel post dell'autrice troverete tutte le regole e altre interessanti informazioni!! 

Mi raccomando, fatemi sapere che ne pensate di questi brani e del romanzo in generale!!!
Ringrazio ancora Mariam per avermi coinvolto nel BlogTour e le auguro tutto il successo che merita!
A tutti voi, buona fortuna col Giveaway!!

3 commenti:

  1. Ciao Ale! Caspita, l'estratto di Judith è davvero toccante. Bella la metafora della teca di cristallo...
    Partecipo al giveaway: vale.bellettini@gmail.com

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    Risposte
    1. Già, mi ha colpito moltissimo!
      Un grande in bocca al lupo per il giveaway ✌

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  2. Sono ancora più curiosa di prima. Sembra che Judith pensi che nessuno si preoccupi per lei, quando dall'estratto di Thomas non sembra così.
    Partecipo al giveaway e la mia email è: themystery4326@gmail.com

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Grazie per aver letto fino a qui! Se mi lasci un commento sarò felicissima di leggerlo ^_^

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