martedì 22 aprile 2014

Il Cuore selvatico del Ginepro - Vanessa Roggeri

È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara.                     
Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l'unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo.

Sono rimasta letteralmente rapita da questo libro...
È una storia intensa, dolorosa e aspra ma davvero affascinante.
In una famiglia benestante ma profondamente radicata nella storia popolare della propria Terra, cosa succede quando le superstizioni e la negatività prendono piede con prepotenza?
Le antiche credenze della Sardegna ai giorni nostri possono sembrare crudeli e anacronistiche, ma fino a qualche tempo fa, ai tempi dei miei nonni per capirci, erano questioni serissime e nessuno ne metteva in dubbio la veridicità, figuriamoci a fine '800, ovvero quando questa storia è ambientata!
La famiglia descritta dalla Roggeri è abbastanza verosimile, con un patriarca che ha l'ultima parola su tutto e una madre con un carattere poco incline alle dimostrazioni di affetto e cinque sorelle una diversa dall'altra. I personaggi che più ho apprezzato sono proprio le sorelle: Lucia, l'angelica dal cuore buono, Pinella nata e cresciuta all'ombra della sorella maggiore e Ianetta, l'ultima nata, la coga. 
Quanto scoramento e dispiacere ho provato a vedere come la piccola venisse ignorata, insultata e disprezzata dall'intera comunità, famiglia in primis, e quanto anche le circostanze esterne non facessero che aggiungere elementi che confermassero la sua arte magica e la sua malignità. Un crescendo di orrore e una fatalità tali da non lasciarti nemmeno respirare nell'attesa dell'ineluttabile.

Il libro è poi scritto con uno stile davvero piacevole: incalzante ma anche esaustivo, i tempi sono quelli giusti, e il linguaggio chiaro ed evocativo, non riuscivo a interrompere la lettura!!
Consigliato, consigliatissimo!!


Il voto che dò a questo libro è:
9,5/10



Con questa lettura partecipo alla
 Theme Reading Challenge di Divoratori di Libri
e alla Women Challenge 2 di Peek a Book

2 commenti:

  1. Ero incuriosita da questo romanzo e volevo saperne di più. Mi sembra molto intenso e interessante: lo segno nella mia wishlist :3

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Grazie per aver letto fino a qui! Se mi lasci un commento sarò felicissima di leggerlo ^_^

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