giovedì 24 gennaio 2013

La scimmia dell’analogico vol.1


Anche io, da circa sei mesi, son stata contagiata dal ritorno all’analogico e in particolare da una cosa che neanche sapevo esistesse fino a qualche mese fa: la LOMOGRAFIA!!
In soldoni, la Lomografia rifugge dalla perfezione tecnica e dal progettare uno scatto, bensì propugna l’imprevedibilità e la spontaneità della fotografia.
Ecco direttamente da Wikipedia le 10 regole d’oro:
    1. Porta la tua lomo ovunque tu vada
    2. Usala sempre di giorno e di notte
    3. La lomografia non è un'interferenza nella tua vita ma ne è parte integrante
    4. Scatta senza guardare nel mirino
    5. Avvicinati più che puoi
    6. Non pensare
    7. Sii veloce
    8. Non preoccuparti in anticipo di quello che verrà impresso
    9. Non preoccuparti neppure dopo
    10. Non ti preoccupare di queste regole

Dopo essermi documentata un po’ in giro per il web e con gli amici che già avevano sperimentato e iniziato a collezionare vecchie macchine fotografiche, ho deciso di prendere una macchina di poche pretese su ebay.
La fortuna mi assiste e per circa 4 euro (che con spese di spedizione diventano 12) mi aggiudico una BELOMO VILIA  del 1974
Belomo Vilia 1974

Carina, nevvero?!?!
Apparentemente è bella solida e “presente” quando ce l’hai in mano e il suo funzionamento è semplice e intuitivo, grazie alla classica riproduzione di “sole, nuvoloso, coperto, etc” nel mirino e la sequenza di immagini che suggeriscono la distanza nella ghiera dell’obiettivo (ritratto, ritratto di gruppo, panorama, infinito …)
Queste le caratteristiche tecniche:
- obiettivo in tre elementi con lente "triplet 69-3" con focale di 40 mm
- diaframma a iride con aperture da f/4 ;f/5.6; f/8; f/11; f/16.
- otturatore centrale lamellare con tempi di scatto 1/30 sec. ;1/60sec.;1/125sec.; 1/250 sec. più la posa b
- inquadratura con mirino ottico di tipo galileiano
- messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell'obiettivo da 0,80m a infinito.
- slitta per flash esterno con contatto caldo di sincronizzazione.
Ci monto al volo un rullino e via a scattare in pieno spirito lomografico: nessun riguardo all’esposizione, alle inquadrature, ai soggetti… E il risultato si vede : piedi “mozzati” dall’inquadratura, orizzonti sbilenchi e messe a fuoco “fantasiose” !! Ma dei colori e delle sfumature/sfocature che mai si potranno avere con le precisine fotocamere digitali!!! ^_^



E questi sono i due successivi rullini:

Diciamo che non sempre è stato un successo, ma neppure un fiasco completo: l’unica sconfitta totale è stata nel tentativo di fare doppie esposizioni:
modificata  3°rullino                 Analogicando 017 1°rullino
Non ho ancora ben capito come succede, però su 3 rullini scattati, per ben due volte l’avanzamento della pellicola si inceppa e scatta sullo stesso fotogramma un tot di volte; la seconda volta addirittura non si è sbloccato da solo, tanto che ho dovuto sacrificare il rullino a circa metà, mentre la prima volta ha ripreso ad avanzare tutto da solo, mah!!
Alla fine, anche questa è lomografia! ;-)

2 commenti:

  1. Si può lomografare in digitale? Non conoscevo ancora questo percorso creativo!!

    RispondiElimina
  2. @Pe, non credo si possa lomografare utilizzando le digitali, al massimo potrebbe esistere qualche programma da usare in post-produzione...
    Ma alla fine il bello è proprio l'imprevedibilità dei risultati ;)

    RispondiElimina

Grazie per aver letto fino a qui! Se mi lasci un commento sarò felicissima di leggerlo ^_^

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